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La formazione sulla sicurezza è un passaggio irrinunciabile sulla strada della prevenzione: deve essere diffusa e continua, mirata alla modifica stabile dei comportamenti e integrata il più possibile con la formazione professionale. E’ indispensabile adattare le metodologie didattiche alle tipologie di utenti, partendo, soprattutto quando si ha a che fare con adulti, dal loro bagaglio di conoscenze e da situazioni reali. Cresce inoltre l’esigenza di predisporre sistemi di valutazione dell’efficacia formativa, tanto più ora che le occasioni formative si stanno moltiplicando, anche nel settore edile.
Il decreto legislativo 253 del 2003 ha introdotto l’obbligo di frequentare un corso di formazione teorico e pratico con accertamento dell’apprendimento per chi intende montare, smontare o trasformare un punteggio, oppure lavorare in quota con sistemi d’accesso e posizionamento mediante funi. I partecipanti ai corsi per “ponteggisti” dovranno dimostrare di saper montare in sicurezza e ancorare correttamente i tre tipo di ponteggio esistenti. Nel breve periodo previsto dalla norma (entro febbraio 2008), i corsi riguarderanno alcune centinaia di migliaia di lavoratori edili, per gran parte dei quali le operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione di un ponteggio sono il pane quotidiano: un’occasione importante per tentare di introdurre alcuni concetti fondamentali di sicurezza integrati con la buona tecnica. Seppure in scala ridotta, il ragionamento vale anche per i corsi per addetti ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi. E’ fondamentale, quindi, che tutti gli enti formatori e i Servizi di prevenzione delle Asl condividono obbiettivi formativi, contenuti e modalità didattiche dei corsi. Da un censimento sullo stato dell’arte in Italia, risulta purtroppo che i Servizi di prevenzione non sono quasi mai coinvolti nell’attività di progettazione o di formazione. In genere, infatti, si ritiene erroneamente che queste attività riguardino esclusivamente gli enti formatori (scuole edili o Cpt), a cui gli operatori dei Servizi di prevenzione o la Regione hanno scelto di collaborare direttamente alla costruzione dei moduli formativi, condividendo obbiettivi e modalità didattiche.
Poiché il corso è stato rivolto a lavoratoti edili per la maggior parte con esperienza nel settore, privilegiando la parte pratica e l’apprendimento che parte dall’esperienza dei partecipanti, occorre stabilire pochi obiettivi formativi, molto mirati: imparare a montare, trasformare e smontare i tre tipi di ponteggio secondo le regole dell’arte e seguendo lo specifico Piano di montaggio, uso e smontaggio ponteggio (Pimus), saper effettuare correttamente gli ancoraggi previsti nel Pinus, conoscere e saper usare correttamente i dispositivi anticaduta.
Ai corsi di formazione deve seguire una vigilanza da parte dell’ente pubblico sul montaggio, smontaggio o trasformazione dei ponteggi, coerente con gli obiettivi, altrimenti il messaggio formativo sarà contraddetto nei fatti e immediatamente verificato. Anche per gli operatori dei Servizi di prevenzione delle Asl serve quindi una specifica azione formativa. Sarebbe inoltre assolutamente professionale e serio che i contenuti tecnici della vigilanza e quelli della formazione nei corsi fossero in sintonia.




