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“Dopo mesi di estenuante attesa, è stato finalmente approvato il provvedimento di riordino delle professioni sanitarie non mediche. FENAODI Confartigianato, a nome degli odontotecnici italiani, ringrazia tutti i parlamentari per la determinazione con cui hanno voluto l’approvazione del provvedimento”.
Così Giancarlo Salvatori, Presidente di FENAODI Confartigianato (l’Associazione che rappresenta gli odontotecnici), commenta l’approvazione definitiva in Aula alla Camera del Disegno di legge di riordino delle professioni sanitarie non mediche.
“Confartigianato si batte da molto tempo sottolinea il Presidente Salvatori per rinnovare la normativa del nostro settore che risale a 80 anni fa. Oggi finalmente abbiamo una legge in linea con le disposizioni in vigore nel resto d’Europa e che permetterà di qualificare gli operatori, combattere l’abusivismo, tutelare i clienti. Attendiamo, pertanto che il Ministero della Salute ci convochi per definire subito il nuovo profilo professionale degli odontotecnici”.
Ai fini della individuazione di nuove professioni sanitarie, l’articolo 5 del provvedimento approvato ieri prevede che questo avvenga “in sede di recepimento di direttive comunitarie ovvero per iniziativa dello Stato o delle regioni, in considerazione dei fabbisogni connessi agli obbiettivi di salute previsti nel Piano sanitario nazionale o nei Piani sanitari regionali, che non trovano corrispondenza in professioni già riconosciuti”. L’articolo 5 prosegue prevedendo che “L’individuazione è subordinata ad un parere tecnico-scientifico, espresso da apposite commissioni, operanti nell’ambito del Consiglio superiore di sanità, di volta in volta nominate dal Ministero della salute, alle quali partecipano esperti designati dal Ministero della salute e dalla Conferenza permanente per i rapporto tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e i rappresentanti degli ordini delle professioni di cui all’articolo 1, comma 1, senza oneri a carico della finanza pubblica”.
Nel corso dei lavori al Senato, è stato, infatti, proposto un ordine del giorno, approvato poi come raccomandazione, che impegna in Governo “ad inserire nell’ambito delle professioni sanitarie non mediche le figure degli odontotecnici e degli ottici prevedendo l’istituzione del relativo albo professionale”. Alla Camera dei Deputati, nella seduta di approvazione di ieri si è evidenziato che “gli articoli 5 e 7 aprono dei nuovi sbocchi per gli altri operatori del settore tecnico sanitario. Per gli odontotecnici, ad esempio, che possono organizzarsi fra loro e dare vita ad un nuovo ordine professionale anche se con una limitazione numerica, che si aggira intorno alle 20 mila unità. In ogni caso, con questo discordo si permette ad alcuni operatori che attendono il titolo di laurea di potersi organizzare ed ottenere questo riconoscimento”.




