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Il decreto legge 112 del 25 giugno all’articolo 32 ha corretto numerose norme, varate nel corso della precedente legislatura, e finalizzate a ridurre l’uso del contante. Norme che hanno ballato, in pratica, una sola primavera: sono entrate in vigore il 30 aprile e hanno cessato di vivere il 24 giugno. Vediamo le principali novità operative dal 25 giugno. Per quanto riguarda gli assegni è stato innalzato da 5.000 euro a 12.500 euro il limite fino al quale è possibile emettere titoli liberamente trasferibili. In pratica si è tornati alle vecchia soglia. Inoltre è stata abolita la norma in base alla quale per ogni girata era necessario riportare il codice fiscale del girante. Oltre 12.500 euro gli assegni dovranno obbligatoriamente essere staccati con apposta la clausola di non trasferibilità; in pratica il titolo può essere riscosso solo dal beneficiario. Confermata la norma che impone alla banca di rilasciare i blocchetti di assegni con stampata la clausola di non trasferibilità. I clienti per ottenere assegni liberi (quelli fino a 12.500 euro) dovranno presentare una richiesta scritta e pagare il bollo di 1,5 euro per ogni titolo. È stato innalzato da 5.000 a 12.500 euro il limite entro il quale sono ammessi pagamenti in contanti tra i privati. Stessa soglia per i saldi dei libretti di deposito bancari e postali al portatore. Chi ha violato nel periodo 30 aprile – 24 giugno le vecchie norme può stare tranquillo perchè il Ministero dell’Economia ha affermato che saranno cancellati eventuali procedimenti sanzionatori aperti. Novità anche per i professionisti. Il decreto legge di fine giugno ha abrogato le norme sulla tracciabilità dei pagamenti effettuati a favore dei professionisti, introdotte dalla Finanziaria per il 2006. E’ stato infatti abolito l’obbligo di tenere un conto corrente per l’attività e di incassare i compensi, oltre una determinata soglia, solo con strumenti tracciabili e non in contanti. Il limite era di 1.000 euro fino al 30/06/08, di 500 euro fino al 30/06/09 , mentre dal primo luglio il tetto 2009 era ridotto a soli 100 euro.




