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Ridurre il numero degli uffici pubblici, semplificare le norme e gli adempimenti burocratici. E ancora, snellire il linguaggio burocratese con cui comunica la P.A. Sono queste le principali indicazioni che arrivano da artigiani, piccoli imprenditori e cittadini chiamati a dire la loro sulle iniziative del Governo in materia di semplificazione burocratica e sulle azioni necessarie per la riforma della pubblica amministrazione.
Cittadini e imprenditori concordano nell’attribuire agli uffici dei Comuni la maglia nera di strutture con la più alta complessità burocratica. Ma nella classifica che emerge dal sondaggio realizzato dall’Istituto Ispo per Confartigianato su un campione di 1200 persone fra artigiani, imprenditori e cittadini, ce n’è per tutti. Anche per le Asl,l’Inps, l’Agenzie delle Entrate.
A giudizio degli imprenditori, l’Agenzia delle Entrate,l’Inps, le Asl, le Camere di Commercio e la Provincia, seguono – in questo preciso ordine – gli sportelli dei comuni per pesantezza burocratica. In sostanza sono questi gli uffici dove, secondo gli intervistati, è richiesto il maggior numero di pratiche considerate inutili.
UN SONDAGGIO ISPO – CONFARTIGIANATO STILA L’ELENCO DEGLI UFFICI PUBBLICI A MAGGIOR TASSO DI BUROCRAZIA. IMPRESE E CITTADINI CONCORDANO SULLA NECESSITA’ DI RIDURRE GLI UFFICI PUBBLICI E SEMPLIFICARE LE NORME.
Il 45% degli intervistati ritiene necessario ridurre il numero degli uffici pubblici cui bisogna rivolgersi per adempiere ad obblighi amministrativi; altrettanto importante le necessità di semplificare le norme e gli adempimenti burocratici. Il 41% dei cittadini ritiene utile, poi, semplificare il linguaggio burocratese. Piace al 79% degli imprenditori la proposta di far gestire a soggetti privati (come le associazioni di categoria) pezzi di P.A. oppure il 52% degli imprenditori dice si al taglio dei controlli preventivi alle imprese, sostituiti da rigorosi controlli successivi.
Per Confartigianato si tratta di un’ulteriore conferma: “ Le risposte del sondaggio confermano la necessità che il Governo proceda rapidamente e senza esitazioni nel percorso avviato. Bisogna seguire l’esempio dei principali paesi europei che hanno adottato provvedimenti per ridurre il peso della burocrazia. Basti dire che, tra il 1998 e il 2007, mentre in Italia l’incidenza sul Pil della spesa per il pubblico impiego è cresciuta dello 0,2 % , nell’Ue a 12 è scesa dello 0,5%. In particolare in Francia è diminuito dello 0,5%, in Spagna dello 0,6% e in Germania addirittura dell’1,4%. Ci aspettiamo che gli annunci del Governo si traducono presto in azioni concrete”. Un’aspettativa largamente condivisa da imprenditori e cittadini che nel sondaggio manifestano però qualche dubbio circa la reale possibilità del Governo di sburocratizzare il Paese. Secondo il 52% degli imprenditori e il 49% dei cittadini, il problema prioritario che il Governo troverà sulla strada della semplificazione sarà proprio quello di riuscire a scalfire le procedure burocratiche.
Tratto dal sito CONFARTIGIANATO ITALIA.




