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E’ successo nell’ultimo biennio. I dati li fornisce l’Ufficio Protesti della Camera di Commercio di Bari, che ha competenza esclusiva in materia. Fra le cause: stretta creditizia e congiuntura sfavorevole.
Si è dimezzato il controvalore dei titoli protestati in provincia di Bari negli ultimi due anni. Si è passati da un valore- tra tratte accettate, vaglia cambiari e assegni-pari a 208.733.282 del 2006 ai 108.516.388 del 2007; dato quasi confermato nel 2008, con 108.171.146 euro. Entrando nel merito delle cifre aumentano gli assegni protestati a discapito delle cambiali, il cui utilizzo è sempre meno frequente.
L’andamento-apparentemente lusinghiero- in realtà si presta ad una lettura tutt’altro che rassicurante. Nell’attuale contesto di crisi economica nazionale ed internazionale, può essere interpretato,avanzando nei pagamenti perché le aziende cono in crisi, non stanno lavorando e quindi ricorrono di meno al credito;la seconda,, non meno confortante, è che l’attuale politica di stretta creditizia che sta attuando il sistema bancario stia spingendo le imprese verso il mercato illegale del credito. Gli enti camerali sono storicamente competenti in via esclusiva (ex legge n. 75 del 1955) a pubblicare l’elenco ufficiale dei protesti cambiari per mancato pagamento di tratte accettate, vaglia cambiari ed assegni bancari. I pubblici ufficiali abilitati alla levata trasmettono gli elenchi contenenti i nominativi dei soggetti protestati in via telematica, con firma digitale o supporto informatico, direttamente al presidente della Camera Commercio competente per territorio, entro il giorno feriale successivo alla fine di ogni mese. Nei dieci giorni successivi l’ente camerale provvede a immettere i dati nel Repr, il registro informatico dei protesti, che è stato introdotto per l’effetto della legge 480/1995, attuata con regolamento ministeriale di cui al D.M. del 9 agosto 2000 n.316, abolendo il preesistente registro che veniva pubblicato in forma cartacea. Il Repr è pubblico e chiunque, dietro versamento dei diritti di segreteria, può chiedere all’ente camerale visure e certificati e protesti per verificare l’affidabilità creditizia di terzi, o per certificare la propria.
Successivamente, alle Camere di commercio, con la legge n.235 del 18/08/2000, è stata conferita anche la competenza a procedere alla cancellazione dei protesti dal registro prima di competenza del Presidente del Tribunale. Il protestato che dimostra, attraverso l’esibizione all’ente camerale del titolo originale debitamente quietanzato, di aver adempiuto il proprio debito, insieme agli interessi e alle spese, nel termine di dodici mesi dalla levata del protesto, ha diritto di chiedere la cancellazione dal Repr, che viene disposta entro 20 giorni dall’istanza. Sono comunque cancellati automaticamente, decorsi 5 anni, tutti i dati iscritti nel Repr, a prescindere dall’avvenuto pagamento del debito.
Con la cancellazione, l’ente camerale svolge un’attività paragiurisdizionale, che gli conferisce prestigio e allo stesso tempo lo fa assurgere al ruolo di autority di vigilanza del corretto funzionamento del mercato, nell’interesse di tutti i cittadini, e non solo del mondo imprenditoriale. Dopo l’avvenuta cancellazione, facendo una visura del nominativo un tempo prestato, non risulta più dal Repr alcuna traccia del protesto. La nuova nominativa, infatti, si propone di trovare il giusto contemperamento tra l’interesse dei terzi a conoscere l’affidabilità creditizia di un soggetto e l’interesse dell’impresa a non restare a vita marchiata da un protesto, a maggior ragione se ha pagato, impedendo così che venga di fatto estromessa dal mercato legale del credito e indotta a ricorrere al credito usuario. Infatti, la prima previsione normativa e che ha previsto la cancellazione del protesto, è stato l’art. 17 della ”legge antiusura” n. 108/96. L’Ufficio Protesti della Camera di Commercio di Bari è uno tra quelli con la maggiore affluenza di pubblico, che, peraltro, è in costante aumento. Nel 2008 si sono registrati circa 13mila contatti. Nell’anno appena trascorso sono stati rilasciati 23mila tra certificati e visure ed effettuate 193 verifiche a campione sulle quietanze emesse con autocertificazione, ai sensi del D.P.R 445/2000, che accompagnano il titolo cambiario nella richiesta di cancellazione del protesto. Dati in crescita del 30% rispetto al 2007. Nel 2008 sono lievemente diminuite, invece, le richieste di cancellazione, per le stesse ragioni per cui i protesti nella provincia di Bari sono diminuiti, così come in altre aree economicamente forti d’Italia: crisi economica e minore ricorso al credito.
(tratto da Bari Economica n.02)




